- 10/3/2010 - 13:01
È scomparso a 84 anni lo storico dirigente, artefice della prima promozione in B e dei successi in A con Fascetti e Mazzone. Grande la sua valorizzazione dei giovani del vivaio giallorosso, da Antonio Conte a Garzya e Moriero.
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LECCE - Il "vecchio saggio" se ne è andato. Stamattina, poco prima delle ore 7, è morto Mimmo Cataldo, che ha firmato pagine fondamentali per la storia del calcio leccese. Nella società presieduta da Franco Iurlano, il direttore sportivo, originario di Siderno ma trapiantato a Lecce dal 1976, ha tracciato la strada per i successi sul campo e, soprattutto, per la gestione economica del club. Cataldo, che il 18 marzo avrebbe compiuto 85 anni, è stato l’artefice della prima promozione in B, appunto nel ’76, e poi delle tappe indimenticabili che hanno spinto la squadra giallorossa allo storico salto in serie A con Fascetti e alle esaltanti avventure nella massima divisione con Mazzone (due salvezze consecutive). Mimmo Cataldo, 84 anni, storico d.s. del Lecce grande stratega
GRANDE STRATEGA - Nel suo percorso calcistico, Cataldo, che è stato anche allenatore, arbitro e giornalista pubblicista, ha saputo assicurare linfa vitale alla società salentina, con le cessioni di giovani del vivaio: da Bruno a Conte (per Antonio strappò quasi 7 miliardi di lire alla Juventus), a Garzya e Moriero, senza dimenticare le perle di mercato realizzate con i prestiti, e successivi premi di valorizzazione, ottenuti per esempio dalla Roma per ragazzi come Scarchilli, Maini e Grossi, preziosi nella stagione della promozione in A sotto la guida di Bruno Bolchi. Conclusa la sua collaborazione con il Lecce (da poco passato di proprietà alla famiglia Semeraro), nel ’96, subito dopo il balzo in A con Ventura, Cataldo aveva continuato a lavorare nel calcio, mettendo la propria esperienza al servizio di Nardò, Taranto e Ancona, ai tempi della gestione Pieroni. Scomparso tre anni fa anche Iurlano, con la morte di Cataldo se ne va un altro pezzo di storia del Lecce. I funerali si terranno giovedì, alle ore 15,30, nella chiesa di San Giovanni Vianney, a Lecce.
Giuseppe Calvi La Gazzetta dello Sport
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