- 28/1/2010 - 16:15
BARI - Il giorno della verità è arrivato. Questo pomeriggio infatti alle 14.30 al comunale di via Sardegna si affrontano San Paolo e Valenzano Japigia per il match di ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia. All'andata i biancoverdi di Valeriano Loseto si imposero per 2 a 0 grazie alle reti di Caggianelli e Capriati, quindi in ottica qualificazione sono decisamente favoriti rispetto ai biancorossi di mister De Bellis. Ma come spesso accade il calcio è portatore di sorprese inaspettate. Sul fattore sorpresa punta il patron sanpaolista Adriano Favia che crede fortemente nel raggiungimento della semifinale: “E' chiaro che il risultato della prima sfida mette in una posizione di vantaggio i nostri avversari, ma noi non ci sentiamo assolutamente battuti, entreremo in campo con il chiaro obiettivo di ribaltare lo svantaggio e centrare una qualificazione per noi importantissima visto che la Coppa Italia oltre al campionato è una competizione che vogliamo onorare nei migliore dei modi e nella quale desideriamo arrivare il più in alto possibile. In questa partita ci vorrà grande determinazione, cattiveria agonistica e voglia di vincere, conoscendo i miei calciatori so che sono in grado di mettere in campo queste imprescindibili caratteristiche, comunque non nascondo che la fortuna in incontri da dentro o fuori è una componente importante. Speriamo vada bene”.
Mister De Bellis dovrà fare a meno ancora una volta degli infortunati Prisciandaro, Di Benedetto e Caldarulo e quasi certamente pur allestendo una formazione competitiva darà spazio agli uomini che sino ad ora hanno giocato meno in campionato. È prevedibile un ampio turnover anche nello Japigia che non può ancora disporre dell'esperto centrocampista Michele Andrisani, alle prese con problemi muscolari. Il campionato e soprattutto la classifica al momento dicono che il San Paolo è superiore allo Japigia, con i biancorossi quinti e con cinque punti di vantaggio proprio sui biancoverdi, vedremo se la coppa confermerà questo dato o permetterà a Faccitondo e compagni di prendersi una piccola “rivincita”.
Clemente Calabrese
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